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Noemi: "Vorrei essere forte come Maria Antonietta, intanto lavoro sui difetti"

Noemi: "Vorrei essere forte come Maria Antonietta, intanto lavoro sui difetti"

La risata travolgente arriva prima dell'inconfondibile chioma rossa. Noemi è soddisfatta del nuovo lavoro, un percorso tra musica e cinema che la diverte molto. Vorrebbe essere forte come Maria Antonietta, per mettere alla berlina tutti i difetti. E propone una soluzione ne "I miei rimedi". Il singolo anticipa il nuovo album e come per "Autunno", il cui video si ispirava a "La La Land" stavolta veste i panni della regina di Francia e strizza l'occhio al capolavoro di Sofia Coppola. "Sto lavorando sui miei errori", racconta.

Noemi, che canzone è "I miei rimedi"?
Un pezzo moderno come arrangiamento che mi dà la possibilità di esprimermi vocalmente. Parla di una persona, di un essere umano che prende atto dei suoi errori e di quello che ha imparato dai suoi errori, e consegna i suoi rimedi e segreti a un compagno, un figlio... Descrive una persona forte, io spero di diventarlo. 

Perché non sei forte?
Mi metto sempre in discussione, sento la necessità di cambiare e cercare stimoli nuovi. Non voglio mai perdere la percezione del messaggio che voglio inviare. 'Cambierò una opinione pur di avere una opinione' canto nel pezzo e qualche volta l'ho fatto anche io, lo ammetto. E' un modo di proclamare un'indipendenza, ma non è detto che sia giusto. Ecco, è un errore che ho fatto, quando ero più piccola. 

Il video è divertentissimo...
La Coppola è una regista che amo molto, sono laureata in Storia del Cinema, un argomento che amo e conosco abbastanza. Mi piaceva l'idea di un percorso che avvicinasse il cinema alla musica. Così mi sono vestita da Maria Antonietta. Ero un po' preoccupata per le parrucche, ma per fortuna il video è venuto molto bene. La reggia di Caserta poi è un posto magico.

Il video si chiude con la ghigliottina, hai mai avvertito questa sensazione?
Tutte le volte che finisce un progetto. Un disco ha un inizio e una fine. E' sempre come morire e risorgere. Ci siamo molto divertiti a vedere una testa mozzata che fa il playback. Mi piace l'idea che il video abbia una vita al di là della canzone.

I La Rua hanno già pubblicato il pezzo l'anno scorso...
Nel 2015 mi è arrivata questa canzone ed era stata opzionata per Sanremo. Poi abbiamo scelto 'La borsa di una donna'. Non mi piaceva un passaggio del testo, quello 'scendersi i pantaloni per far sesso'... che è diventato 'quando pensi che ti sia tutto concesso'. Loro l'hanno pubblicato giustamente nel loro disco. Quando sono riuscita a trovare la frase mancante ho deciso di recuperare questo grande pezzo che sentivo mio. E gli ho dato così una vita diversa... 

A proposito, sei una delle poche interpreti che riesce a personalizzare le canzoni...
Credo che il mondo delle interpreti sia importante, anche un po' sottovalutato. Ma è il motivo per cui alcune canzoni cantate da un artista escono fuori in un modo e cantate da un altro sono totalmente diverse. Interpretare un pezzo è dargli un'altra vita.

Tornando alla tua moderna Maria Antonietta, il ruolo della donna sta cambiando...
L'ultimo sforzo però devono farlo le donne nell'ottenere una parità che si può avere solo non prestandosi a certe dinamiche. Non è solo colpa di chi ne approfitta, è colpa anche di chi si mette a disposizione. Ma forse se fossi strafiga girerei scosciata... chi può dirlo (ride). Una cosa è certa, non bisogna vergognarsi della propria sensualità ma con dignità. 

Con la D'Avena hai cantato Lady Oscar, ora sei passata a Maria Antonietta...
L'ha scelto lei. Ma per me ha un significato molto particolare: nel giorno del mio primo compleanno mia mamma mi ha vestita da Lady Oscar, perché sono nata il 25 gennaio. Allora più che Halloween festeggiavamo il Carnevale... Insomma, ce l'avevo nel sangue. La versione con Cristina mi piace molto, è divertente e non vedo l'ora di cantarla dal vivo. 

A Sanremo ci pensi?
Certo. E' sempre una grande ansia per me. Sicuramente in una angolo della mia testa c'è. E' una grande situazione. Poi il fatto che ci sia Baglioni come direttore artistico, che è un cantante dal repertorio sterminato, mi dà sicurezza. Ha tolto la gara e allungato i pezzi a 4 minuti. Forse sarà più centrale la musica. Vedremo...

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