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Biagio Antonacci: "Urlo il mio inno alla vita, se ci giochi vinci sempre"

Biagio Antonacci: "Urlo il mio inno alla vita, se ci giochi vinci sempre"

E' un inno alla vita, "Dediche e Manie", il nuovo album di Biagio Antonacci che esce oggi, 10 novembre. Una vita che cambia le carte in tavola, ma che per pareggiare "dobbiamo imparare a giocare". 

Biagio, possiamo dire che questo album è un inno alla vita? 
Dobbiamo urlarlo. Nasce da un uomo che ama la vita, nonostante tutto. Con un sentimento nobile. Perché se tu vivi, hai coraggio e accetti questo gioco e riesci a sdrammatizzare, allora pareggiare con la vita. Se la prendi troppo sul serio la vita vince sempre.

Parli di un confronto generazionale in questi brani...
Sì, perché esiste sempre. Già da quando hai vent'anni cominci a volerne 40 perché vuoi essere indipendente e libero. Quando ne hai 40 pensi ai 20. Di non averli usati bene. Il confronto o scontro è comunicazione, è sinergia. Fa nascere grandi cose. Nell'arte come nei sentimenti. C'è sempre qualcuno che cerca di rubare qualcosa all'altro. Ma è una unione che fa la forza.

Nell'album coinvolgi due giovani, molto diverse tra di loro...
Mario Incudine è un artista siciliano che porta in tutto il mondo la sua musica. In questa canzone Mio Fratello, rappresenta il fratello cattivo che chiede perdono. Salvare non è solo generosità ma anche intelligenza. Mario risponde rappando in siciliano, in cunto. Laioung è un ragazzo molto tenace, preparato, l'ho fatto cantare in francese e si è espresso in modo divino in "Sei nell'aria". 

Sei attento a queste nuove forme musicali? 
Anni fa feci un duetto con I Club Dogo. Mi piace considerare ciò che viene considerato. Mi piace anche rubare, anche se proviene da un mondo diverso dal mio.

Tornando al brano "Mio fratello", Biagio perdona?
In passato ho fatto fatica. Diventando più grande sono diventato più tollerante. Inutile rimuginare. Il perdono è un gesto per chi vuole andare avanti.

Prendendo a prestito il titolo del disco, una tua mania e una dedica che ti piace?
Una mania, è quella di non essere mai sicuro di quello che ho fatto. Vorrei sempre far star bene le persone che ho intorno. La dedica invece è pensare che oggi, alla mia età, ci siano ancora delle ragazze ventenni che vengono ai miei concerti grazie alle dediche che le loro mamme facevano loro quando erano piccole. Essere entrato in una famiglia è la più grande dedica.

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